
ARTICOLO / 15 LUGLIO 2026
Il 2026 segna l’avvio di una nuova stagione di incentivi per la digitalizzazione delle imprese. Tra questi, l’Iperammortamento 4.0 è la misura che, per portata e accessibilità, merita più attenzione: si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione e settore, copre una gamma ampia di investimenti digitali e offre un beneficio fiscale concreto, articolato per fasce di investimento. In questo articolo approfondiamo come funziona l’iperammortamento, quali sono i beni ammissibili, quanto vale il beneficio e come accedere correttamente alla misura..
Che cos’è l’Iperammortamento 4.0 e come funziona
Ecco come funziona l’iperammortamento 4.0 in termini tecnici: si tratta di una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile dei beni ammortizzabili, ai fini IRPEF/IRES. Non è un credito d’imposta diretto, ma una super-deduzione che aumenta la quota deducibile dell’investimento, riducendo la base imponibile per tutta la durata dell’ammortamento del bene.
L’obiettivo della misura è aumentare produttività, flessibilità ed efficienza operativa delle imprese, sostenendo investimenti in macchinari, impianti e software avanzati interconnessi, finalizzati alla digitalizzazione, all’ottimizzazione dei processi produttivi e a iniziative volte a migliorare la sostenibilità ambientale.
Chi può accedere agli incentivi
La platea dei beneficiari è volutamente ampia. Possono accedere alle agevolazioni fiscali per la digitalizzazione tutte le imprese soggette a reddito d’impresa: società di capitali, società di persone, ditte individuali, cooperative. Non ci sono limiti di fatturato, organico o settore di attività: manifatturiero, ICT, servizi, energia e tutti gli altri comparti sono inclusi. Sono escluse unicamente le imprese non soggette a reddito d’impresa.
Questo rende l’iperammortamento uno degli incentivi del 2026 per le aziende, fra i più inclusivi disponibili, sia per le grandi realtà strutturate che per le PMI che stanno avviando il proprio percorso di trasformazione digitale.
Iperammortamento 2026: quali beni sono ammissibili
Quando si parla di quali beni rientrano nell’iperammortamento 2026, la normativa individua tre categorie principali di spesa.
Macchinari 4.0. Beni strumentali materiali interconnessi ai sistemi informativi aziendali.
Software 4.0. Una categoria particolarmente rilevante per chi gestisce processi complessi: rientrano i sistemi MES, i software di cybersecurity, le Software 4.0. Una categoria particolarmente rilevante per chi gestisce processi complessi: rientrano i sistemi MES, i software di cybersecurity, le piattaforme per la gestione e il coordinamento della logistica, i sistemi e le piattaforme di intelligenza artificiale avanzata., i sistemi e le piattaforme di intelligenza artificiale avanzata.
Impianti per l’energia rinnovabile. Impianti per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili.
Il vincolo territoriale: iperammortamento 2026 e beni UE;
Una delle principali criticità applicative riguarda il requisito per l’iperammortamento 2026 e i beni UE: l’agevolazione è limitata ai prodotti Made in EU, aspetto che risulta particolarmente complesso da qualificare in ambito software.
Per il software, le verifiche da effettuare riguardano tre aspetti:
- la sede dello sviluppo sostanziale (ideazione dell’architettura, scrittura del codice sorgente, testing e debugging);
- la quota percentuale delle attività di sviluppo riconducibile a risorse operanti stabilmente nel territorio UE, verosimilmente almeno il 50%;
- l’indicazione degli eventuali componenti open source di terze parti integrati, che ragionevolmente non dovrebbero essere considerati ai fini della dichiarazione di origine.
Si tratta di un elemento da valutare con attenzione in fase di progettazione, prima di avviare qualsiasi investimento.
Quanto vale il beneficio: esempio calcolo iperammortamento 2026
Il beneficio è articolato per fasce di investimento. Di seguito un esempio pratico di iperammortamento 2026 basato sull’aliquota IRES ordinaria del 24%:
Fino a € 2.500.000: maggiorazione +180%, beneficio fiscale stimato pari al 43,2% del costo del bene.
Da € 2.500.001 a € 10.000.000: maggiorazione +100%, beneficio fiscale stimato pari al 24,0% del costo del bene.
Da € 10.000.001 a € 20.000.000: maggiorazione +50%, beneficio fiscale stimato pari al 12,0% del costo del bene.
Come accedere all’iperammortamento: il periodo di ammissibilità e l’iter
La finestra operativa va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. L’accesso alla misura prevede tre fasi distinte.
Comunicazione preventiva. Prima di avviare l’investimento, è necessario inviare telematicamente la comunicazione preventiva per ciascuna struttura produttiva interessata, tramite la piattaforma GSE dedicata. Questo passaggio è obbligatorio e deve precedere qualsiasi ordine o contratto.
Esito GSE e conferma investimento. Dopo aver ricevuto l’esito positivo del GSE, l’impresa ha 60 giorni per trasmettere la conferma dell’investimento.
Comunicazione di completamento. Al termine dell’investimento, e comunque entro il 15 novembre 2028, va inviata la comunicazione di completamento, comprensiva delle attestazioni richieste dalla normativa.
Pianificare con anticipo non è solo consigliabile: è determinante per massimizzare il beneficio ottenibile e gestire con controllo ogni fase del processo.
Perché agire ora
L’iperammortamento non è un’agevolazione di contorno: è una delle misure più concrete tra gli incentivi alla digitalizzazione disponibili nel 2026, capace di incidere in modo significativo sul costo reale di un investimento tecnologico. Per le aziende che stanno valutando di evolvere i propri sistemi informativi, ERP, L’iperammortamento non è un’agevolazione di contorno: è una delle misure più concrete tra gli incentivi alla digitalizzazione disponibili nel 2026, capace di incidere in modo significativo sul costo reale di un investimento tecnologico. Per le aziende che stanno valutando di evolvere i propri sistemi informativi, ERP, Business Intelligence o piattaforme logistiche, è uno strumento che merita di essere considerato fin dalla fase di pianificazione del progetto, non come elemento accessorio, ma come leva strutturale. o piattaforme logistiche, è uno strumento che merita di essere considerato fin dalla fase di pianificazione del progetto, non come elemento accessorio, ma come leva strutturale.